Tommaso Aramaico

Lì dove è pieno di nomi propri, c'è un nome che di nessuno è proprio. Chi l'ha scelto? Chi lo subisce? E perché? Meschino.

Lethem, Amnesia Moon

Personaggio impossibile per una storia impossibile, in cerca di un’identità che non c’è in una realtà che non esiste se non come creazione continua. Questo è  Caos – uomo attraversato da visioni di cui è solo parzialmente consapevole, chiuso come è nella cabina di proiezione di un multisala abbandonato. Metafora della sua stessa mente e di tutti i suoi sogni, significativamente infarciti dell’immaginario pop fatto di guerre apocalittiche, mutanti, poliziotti cattivi, corrotti e pronti a tutto, oggetti volanti, droghe avveniristiche, religioni 200px-Amnesiamooncvr sincretiche e buone novelle cantate da robot malinconici. Caos, oppure Moon o ancora Everett, non è un individuo che inizia un’avventura: Caos-Moon-Everett è questo stesso viaggio alla ricerca di un passato che forse non c’è mai stato e che, a conti fatti, aspetta solo di essere creato, esattamente come il presente ed il futuro. Cattiva libertà. Il presente in cui il lettore viene catapultato da Amnesia Moon sembra quello di uno scenario post-bellico, ma così propriamente non è. Probabilmente non c’è stato nessun bombardamento e una sola cosa è certa: nessuno sa cosa sia accaduto, chi abbia prodotto lo scenario in cui Everett-Caos è gettato, né quale fosse stata la realtà prima che l’Evento sconvolgesse tutto. Caos è il debole collante di una storia che fa acqua da tutte le parti e lo stesso Lethem sembra spingerci a pensare che non può che essere così: ogni rappresentazione della realtà è necessariamente parziale e frammentaria e piena di lacune e contraddizioni e, soprattutto, fatalmente delimitata dalle rappresentazioni di tutti quelli che ci sono intorno, in modo tale che noi lottiamo per inglobare gli altri nella nostra visione delle cose, così come, contemporaneamente, siamo sempre presi nello sforzo disumano (e fatalmente votato allo scacco) di sottrarci alla morsa della visione altrui.

Amnesia MoooonCaos lo ignorò. “Mi mancano pezzi enormi della mia vita”, continuò. “Non mi ricordo neanche i miei genitori”.

Kellogg agitò una mano. “Sei un uomo di trent’anni, Caos. È ora che la smetti di piagnucolare sui tuoi genitori. Metti su una famiglia tua, perdio”.

“Chi è stato a farmi questo, Kellogg? Sei stato tu?”.

“No bello. Tu eri già così quando ti ho trovato. Quando tu hai trovato me, quando abbiamo cominciato a lavorare insieme. Dev’essere per forza così, per te. Vivrai sempre in una RFS”.

“RFS?”.

“Realtà Finita Soggettiva. Io la chiamo così. Anzi, dovrei metterci il copyright, su questo nome. Di volta in volta ti crei intorno una piccola zona su cui hai il controllo, finché non vai a sbattere contro un altro che ha la sua. Una piccola sfera di realtà e irrealtà, normalità e follia, qualunque cosa ti capiti di mettere insieme. Non c’è speranza di riuscire a distinguerle. La tua vita è fatta così. RFS”.

“Hai una teoria su tutto, tu”.

“Vero. E la tua RSF avrebbe proprio bisogno di una bella sistemata, Capitano”. Gesticolando, Kellogg rovesciò una candela.

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il novembre 3, 2013 da con tag , , .

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. Alcune immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via email. Saranno immediatamente rimosse. L'autore del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Cookie Policy

Questo blog è ospitato su piattaforma WordPress.com con sede e giurisdizione legale negli USA. La piattaforma fa uso di cookie per fini statistici e di miglioramento del servizio. I dati sono raccolti in forma anonima e aggregata da WordPress.com e la titolare del suddetto blog non ha alcun accesso ai dettagli specifici (IP di provenienza, o altro) dei visitatori.
Il visitatore può bloccare tutti i cookie (di qualunque sito web) tramite opportuna configurazione dal menu "Opzioni" del proprio browser.
Questo blog è soggetto alla Privacy Policy della piattaforma WordPress.com.

Blog che seguo

La Mela sBacata

qualche spicchio di me: pensieri caotici in ordine sparso

A4

La rivista letteraria che non la racconta giusta – in un foglio solo

Due minuti d'arte

Le biografie dei grandi artisti in 10 punti

L come Libro

di carta.

BOOK'S THIEF

LADRA DI LBRI

Convenzionali

Vediamo un po'...

Storie per un piccolo pianeta

Leggi un estratto, scopri un libro.

Biblioscalo

Dove fermarsi un attimo per parlare di libri

Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: